LE ORIGINI DELLA MUSICA TECHNO

La techno è un tipo di musica dance prodotta con strumenti musicali elettronici (sintetizzatori, computer e drum machine) da musicisti e spesso da DJ e produttori. Questo stile musicale è caratterizzato da linee melodiche minimali e spesso iterative e da un ritmo particolarmente marcato. In alcuni stili derivati dalla techno più che di musica dance sarebbe opportuno parlare di musica ritmica, in quanto si tratta di brani destinati fondamentalmente all'ascolto.

Viene ritenuto che la techno nasca a Detroit nel 1984 grazie alle sperimentazioni di tre DJ: Derrick May, Juan Atkins e Kevin Saunderson, erano compagni di scuola e fondarono un gruppo: gli X-Ray. Il loro brano Let's go viene definito dallo stesso Atkins (per la prima volta nella storia) "techno". Tuttavia è doveroso ricordare che i New Order gia nel 1982-1983 pubblicarono brani famosi come Confusion: in versione remix era un vero e proprio brano techno che divenne molto famoso nelle discoteche europee di metà anni 80.

Le caratteristiche musicali fondamentali di un brano techno sono un bassline, o linea di basso, solitamente composta da frequenze molto basse, una linea di percussioni minimale, e una cassa in evidenza, tendenzialmente in ritmica di quattro quarti. La melodia, quasi sempre composta da poche note, non ha ruolo portante, ma solo di interazione con il resto del brano. Una delle caratteristiche più importanti di un certo tipo di techno è la linearità: non esistono infatti esplosioni di energia, né crescendo di note e ritmo, come nei vari stili di dance definiti progressive. Tutto nasce, si sviluppa e si conclude sullo stesso piano, instaurando una sorta di stato ipnotico che non si conclude mai.

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L'onda aleatoria della musica techno

Nata nelle aree industriali in via di riconversione degli Stati uniti, la musica techno ha trovato la sua cassa di risonanza nel vecchio continente. E' l'espressione di sentimenti eterogenei e contraddittori: l'abbandono e la disoccupazione, il desiderio di comunità e di resistenza, l'individualismo ed il consumo. E' l'incontro muto e passeggero di monadi isolate nella rete globale.

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La nascita dell'Electronic Dance Music: Techno

A Detroit, verso la fine degli anni '70, il giovane Juan Atkins si somministra dosi di "Electrifyng Mojo", un radio-dj molto eclettico, in un programma condotto dal 1977 all'85, subendone notevole influenza. Oltre alla normale programmazione a base di funk, r'n'b, si inserivano nella cultura nera i suoni europei di Kraftwerk, Visage, Human League, Tangerine Dream, Devo.

Parlare delle origini Kraftwerkiane della Techno sembra diventato un luogo comune, io ridurrei il fenomeno ad una fase di passaggio obbligato, personalmente trovo utile ripartire da quell'embrione tedesco quando si parla di electro, di traduzione dell'avanguardia in ambito pop, infatti oggi nella Techno molto meno si trova, spesso assolutamente nulla, del suono Kraftwerk mentre tanto si può ritrovarne in ciò che chiamiamo electro oppure si può riconsiderare il fenomeno techno e considerare la prima fase di Detroit come un'incubatrice di quel che arriverà dopo. Per superare etichette e convenzioni, ora che se ne può avere una visione ventennale, si può più chiaramente analizzare l'Electronic Dance Music in tutta la sua ampiezza, il tributo dovuto alla disco anni '70, poi gli sviluppi dell'House di Chicago, dove l'uso delle drum machine rivoluziona l'ambito della musica da ballo. Pure importanti per quel che intendiamo sono anche i tasselli successivi, la muscolosità dei Front 242 e la diffusione successiva in Belgio dei suoi tratti più estremi quando, superato il punto di fuga, degenererà verso l'attacco di panico 'Ardkore. Ecco quindi che i Kraftwerk acquisiscono così non più una figura di padri ma di tappa intermedia, un ingrediente, certamente il valore di un Gran Premio della Montagna di suoni elettronici ma in un Tour de Force, lungo quasi un secolo, di tentativi di inserire suoni generati da strumenti non tradizionali, rumore e voglia di ballare.

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La techno di Detroit

Nei primi anni ‘80 nella città di Detroit si forma un collettivo di musicisti elettronici che prende il nome di Deep Space Soundworks: ne fanno parte Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, vale a dire coloro che vengono comunemente indicati dalle cronache musicali come gli inventori della techno.

I tre, ex compagni di college, erano stati folgorati sulla via di Damasco da un programma radiofonico che viaggiava sulle onde radio di Detroit a tarda notte sul finire degli anni’70: lo show di DJ Charles "The Electrifying Mojo" Johnson che diffondeva via etere pezzi di George Clinton e di artisti come Kraftwerk e Tangerine Dream.

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